Tre progetti di Design Studio
2019–2020
Panoramica
Durante il corso di laurea magistrale in Design & Engineering al Politecnico di Milano, ho lavorato ogni semestre con un gruppo diverso nei corsi di Design Studio. Abbiamo sviluppato proposte integrate di prodotto, dalla definizione del problema e delle esigenze degli utenti alla progettazione di forma, meccanismi, interazioni e processi produttivi. Questa pagina presenta tre progetti completati tra l’inverno 2019 e l’inverno 2020.
- Design di una macchina da caffè (inverno 2019)HUBBLE è il concept di una macchina da caffè condivisa progettata attorno alle preferenze individuali. La proposta comprende un’interfaccia circolare, un ugello regolabile in altezza, una testa di erogazione rotante, i meccanismi interni e i disegni di produzione.
- Design di un PAPR per saldatori (estate 2020)VCS-20 è il concept di un respiratore elettroventilato a purificazione d’aria, pensato per l’uso con maschere da saldatura esistenti. Combina cappuccio, gilet e unità ventilante sulle spalle ed è stato sviluppato fino a un prototipo indossabile in scala reale.
- Design di un dispositivo di screening per la donazione di sangue (inverno 2020)DELCON Massachusetts è un concept per lo screening senza contatto, prima della donazione, di temperatura, frequenza cardiaca, pressione sanguigna ed emoglobina. Abbiamo progettato la scocca e un’esperienza self-service che comprende identificazione tramite QR, misurazioni e condivisione dei risultati tramite cloud.
Design di una macchina da caffè (inverno 2019)
La sfida: caffè personalizzati da una macchina condivisa
Negli appartamenti condivisi, negli spazi di coworking e negli uffici, una sola macchina da caffè serve persone con culture e preferenze diverse. L’analisi delle macchine a capsule esistenti ha evidenziato limiti nelle dimensioni delle tazze, comandi poco chiari e sapori determinati dalle capsule. Richiedere impostazioni dettagliate per ogni bevanda renderebbe inoltre macchinoso l’uso condiviso.
Abbiamo definito due personas con preferenze opposte: Maria, dal Messico, che preferisce un caffè lungo e delicato, e Mert, dalla Turchia, che lo preferisce corto e forte. Da queste personas sono derivati i requisiti: aroma, intensità, temperatura e volume regolabili; profili utente e ricette salvati; compatibilità con tazze di diverse dimensioni e diversi orientamenti d’installazione; semplicità di rifornimento e pulizia.
Il progetto: preferenze salvate e interfaccia circolare
HUBBLE è stata progettata per riconoscere gli utenti via Bluetooth e richiamare le loro ricette salvate. Al primo utilizzo, l’utente ruota la manopola circolare per scegliere aroma, intensità, temperatura e altre impostazioni, quindi la preme per confermare. Si può assegnare un nome alla bevanda preferita e salvarla per ritrovarla rapidamente, mentre i suggerimenti offrono un modo per provare altri sapori.
L’interfaccia combina un display circolare con un comando a rotazione e pressione, mantenendo il pannello frontale essenziale e mostrando nello stesso punto la sequenza di impostazione e i valori correnti. L’ugello si sposta in verticale per adattarsi alla tazza, mantenendo una distanza adeguata sia da una tazzina da espresso sia da una tazza alta.
Integrare posizionamento, rifornimento e manutenzione
La testa di erogazione ruota rispetto al corpo per consentire di collocare le tazze lungo il lato lungo o quello corto del piano. La macchina può così adattarsi a pareti e percorsi di passaggio in cucine e uffici compatti. I serbatoi dell’acqua e dei chicchi si estraggono dall’alto; il contenitore del latte e quello dei fondi si aprono a pressione dal davanti, offrendo accessi da più direzioni per rifornimento e pulizia.
Abbiamo inoltre disposto all’interno della scocca macinacaffè, pompa, riscaldatore, gruppo di infusione e motore di rotazione, sviluppando il modello CAD 3D e l’articolazione dei componenti. La documentazione finale comprende disegni d’assieme, distinta base e disegni di produzione dei singoli pezzi.
Il risultato: un progetto integrato sviluppato con CAD e disegni tecnici
La proposta finale integra requisiti basati su scenari d’uso e personas, stile del prodotto, flussi dell’interfaccia circolare, componenti mobili, accessi per la manutenzione, disposizione interna, CAD 3D, disegni d’assieme e dei singoli pezzi. Affronta l’uso condiviso con una macchina progettata per ricordare le preferenze di ciascuno.
Product Development Design Studio I, Coffee Machine, Gruppo 7. Lavoro congiunto di Carla Ayala, Fabio Monza, Ayse Selin Yagsan, Takafumi Horiuchi e Marco Talpo.
Presentazione finale
Design di un PAPR per saldatori (estate 2020)
La sfida: proteggere la respirazione usando le maschere da saldatura esistenti
I saldatori hanno bisogno di proteggere vie respiratorie e volto da fumi e scintille calde. Negli spazi ristretti, però, la sovrapposizione di dispositivi protettivi può complicarne la vestizione e la rimozione e ostacolare vista e movimento. Il brief richiedeva un respiratore elettroventilato a purificazione d’aria (PAPR) leggero e rapidamente adattabile a una maschera da saldatura esistente.
Come persona del progetto abbiamo definito Antonio, un saldatore di 25 anni che lavora a tempo pieno a Milano. I requisiti comprendevano compatibilità con maschere diverse, forma compatta, comfort, batteria sostituibile a lunga autonomia, pressione positiva, almeno due regolazioni della portata d’aria, allarmi visivi e sonori, filtro combinato e portata di almeno 120 L/min.
Il progetto: cappuccio, gilet e unità PAPR sulle spalle
VCS-20 combina un cappuccio adattabile, un gilet e un’unità PAPR a C. Il cappuccio abbina cotone ignifugo e tessuto elasticizzato e usa sei punti di fissaggio Gecko Tape per adattarsi a maschere di forme diverse. Durante una pausa si può sollevare la sola maschera senza rimuovere l’intero sistema.
Il gilet limita i movimenti dell’unità e si adatta a chi lo indossa mediante chiusure a strappo e cinghie. Un connettore magnetico sul collo porta l’aria al cappuccio, mentre l’unità ventilante distribuisce il peso su entrambe le spalle. Giunti articolati posteriori e laterali e componenti in silicone sono stati progettati per adattarsi a corporature e movimenti diversi.
Progettare comandi e feedback utilizzabili con i guanti
Un comando a pressione e rotazione riunisce accensione e regolazione della portata. Il feedback visivo e sonoro proposto indica stato del filtro, livello della batteria e riduzione del flusso d’aria. Abbiamo considerato scocche stampate a iniezione e parti tessili tagliate al laser, sviluppando la scelta dei materiali, la suddivisione dei componenti e il metodo di assemblaggio.
Il gruppo ha costruito un prototipo estetico indossabile in scala reale per esplorare la vestibilità e la sequenza necessaria a indossare e togliere il sistema.
Il risultato: esplorare la vestibilità con un prototipo e simulare il funzionamento
Il progetto riunisce requisiti utente, sistema di vestizione, configurazione esterna e interna, materiali e metodi produttivi e un prototipo indossabile in scala reale. Il PAPR è stato sviluppato come parte di un sistema indossabile integrato che comprende maschera e abbigliamento.
Product Development Studio 2, Gruppo 8. Lavoro congiunto di Takafumi Horiuchi, Hou Weihuan, Giulia Stevanoni e Marco Luigi Talpo.
Presentazione finale
Design di un dispositivo per lo screening dei donatori di sangue (inverno 2020)
La sfida: screening self-service e senza contatto prima della donazione
Lo screening pre-donazione comprende controlli di temperatura, frequenza cardiaca, pressione sanguigna ed emoglobina. Durante la pandemia di COVID-19, attrezzature condivise e contatto ravvicinato con il personale hanno aggiunto preoccupazioni igieniche e stress. Abbiamo ripensato il processo di misurazione da entrambe le prospettive.
La proposta era un terminale self-service per donatori dai 16 anni in su in Nord America, destinato a centri di donazione, sedi mobili e autoemoteche. I requisiti principali erano misurazioni senza contatto e non invasive, forma portatile e facile da pulire, tempi brevi, registrazioni digitali, condivisione sicura dei dati e utilizzo sia su tavolo sia su piantana.
Il concept: quattro indicatori con tre metodi ottici
Il concept combina la fotopletismografia tramite immagini (iPPG), per stimare frequenza cardiaca e pressione dalle variazioni cromatiche del volto, la termografia, per rilevare la temperatura superficiale del viso, e immagini elaborate con apprendimento automatico, per stimare l’emoglobina dal letto ungueale. Abbiamo scelto questi metodi per esplorare misurazioni senza applicare sensori al corpo né prelevare campioni di sangue.
| Misura | Metodo | Ipotesi progettuali |
|---|---|---|
| Frequenza cardiaca e pressione sanguigna | iPPG facciale | Distanza: 0,5–1 m; illuminamento: 1000–4000 lx; durata della misurazione: circa 60 s. Frequenza cardiaca: ±3 bpm; pressione sistolica: ±0,4 mmHg; pressione diastolica: ±0,2 mmHg. |
| Temperatura | Termografia | Distanza: 0,3–1 m; misurazione in tempo reale; ±0,2 °C. |
| Emoglobina | Immagini del letto ungueale e apprendimento automatico | Illuminamento: 250–3000 lx; durata della misurazione: circa 15 s; ±0,92 g/dL. |
Dal codice QR alla condivisione dei risultati
Nel percorso proposto, il donatore scansiona il codice QR ricevuto durante la preregistrazione e presenta un’unghia alla telecamera superiore per la stima dell’emoglobina. Poi si posiziona davanti al terminale, affinché la stessa telecamera e la termocamera acquisiscano le immagini per lo screening di temperatura, frequenza cardiaca e pressione sanguigna. Schermo e altoparlante guiderebbero il posizionamento e l’avanzamento; i risultati verrebbero aggiunti a una registrazione nel cloud per il controllo del personale.
Adattare un terminale all’uso su tavolo o su piantana
Abbiamo progettato lo stesso terminale per essere appoggiato su un tavolo o fissato a una piantana dedicata, con un meccanismo a perno che offre due altezze. Telecamera per visione artificiale, termocamera e luci ausiliarie sono raggruppate in alto, con schermo e altoparlante sul fronte. Il progetto prevede alimentazione a batteria o via cavo.
Tra i materiali e processi proposti figurano componenti frontali in PC e PET stampati a iniezione, una scocca posteriore termoformata e lavorata, una copertura dello schermo in policarbonato e una piantana in acciaio A500. Abbiamo sviluppato disposizione interna, esplosi, sequenza di assemblaggio e metodi produttivi, esaminando la stabilità strutturale della piantana mediante analisi agli elementi finiti.
Il risultato: un concept di screening integrato con il lavoro del personale
Il concept finale riunisce contesti d’uso e requisiti, metodi di misurazione selezionati, percorso basato su QR e cloud, scocche per l’uso su tavolo e su piantana, disposizione interna, materiali e metodi produttivi, esplosi e analisi strutturale.
Design Studio, Gruppo 11. Lavoro congiunto di Fabio Villano, Bhuvanesh Bari, Takafumi Horiuchi e Joeperdo El Husseini.































































