Takafumi Horiuchi

Foot-Furniture Interaction

Sappiamo che il mobile è lì:
perché ci sbattiamo comunque il mignolo del piede?

Questo progetto esplora il design dei mobili di uso quotidiano dal punto di vista dell’ingegneria cognitiva. Al momento è un’idea ancora da prototipare e verificare: non è stata svolta alcuna valutazione.

Una persona cammina accanto a un tavolino in casa. Un cerchio indica il punto in cui il mignolo del piede portato in avanti tocca una gamba del mobile. Sullo sfondo si vedono un divano e una finestra.
Dettaglio ingrandito del piede destro visto dall’alto. Il dito più piccolo, all’estremità esterna dei cinque, tocca una gamba rigida del mobile. Brevi linee radiali evidenziano il punto di contatto tra il mignolo e la gamba.
Schema concettuale di un contatto quotidianoIl mignolo di una persona che cammina accanto a un mobile tocca una sua gamba. Un dettaglio ingrandito mostra la zona del piede.

Il punto di partenza: l’aspetto dei mobili e ciò che prevediamo all’altezza dei piedi

Sbattere il mignolo del piede contro la gamba di una sedia o di un letto. Questi piccoli incidenti dolorosi capitano anche quando sappiamo che il mobile è lì. Il progetto nasce da questa esperienza.

Il progetto si concentra sui modelli mentali con cui, a partire dalla forma visibile di un mobile, ne prevediamo la struttura all’altezza dei piedi. Per esempio, è possibile che dal perimetro del piano stimiamo anche la posizione e l’ingombro degli elementi di sostegno vicini al pavimento?

La mia ipotesi è che questi modelli mentali della struttura all’altezza dei piedi influenzino la valutazione di dove possiamo passare quando camminiamo senza guardare continuamente in basso. Non penso che si definiscano soltanto al primo sguardo: vorrei osservare come cambiano da quando il mobile entra nel campo visivo, mentre ci avviciniamo, gli camminiamo accanto e infine lo superiamo.

Scenario attuale: fino a superare il mobile

Che cosa prevediamo, in quale momento e come ci muoviamo? Mettere in relazione i confini previsti con i movimenti del corpo può aiutare a individuare possibilità di intervento progettuale.

Il mobile entra nel campo visivo. Una linea di sguardo collega una persona che si trova a distanza al mobile.Entra nel campo visivo
La fase di avvicinamento. Una persona cammina verso il tavolino.Avvicinarsi
La fase del passaggio accanto al mobile. Una persona gli cammina a fianco; una linea curva all’altezza dei piedi indica il percorso.Passare accanto
La fase del superamento. Una persona prosegue oltre il mobile.Superarlo
Un esempio di passaggio a piedi accanto a un mobileIl mobile entra nel campo visivo, ci avviciniamo, gli passiamo accanto e lo superiamo. L’ordine e i movimenti variano in base alla situazione.

Quando il mobile entra nel campo visivo, mi interessa capire come ne prevediamo la struttura all’altezza dei piedi a partire dalla forma complessiva che vediamo. Considererò se la silhouette, la continuità della forma e il modo in cui sono mostrati gli elementi di sostegno possono offrire indizi.

Durante l’avvicinamento, vorrei cogliere come cambia, in funzione della distanza, la valutazione dei punti in cui sembra possibile passare. Esaminerò i contorni all’altezza dei piedi, il contrasto e la disposizione.

Quando si passa accanto al mobile, vorrei osservare dove il confine previsto si discosta dallo spazio effettivamente attraversato dai piedi. Considererò lo spazio lasciato ai piedi, l’arretramento delle parti rigide, la morbidezza e la deformazione.

Quando si supera il mobile, mi concentrerò sul movimento dei piedi e sui cambiamenti dell’attenzione mentre il mobile esce dal campo visivo. Esaminerò la relazione tra gli elementi di sostegno, lo spazio circostante e il percorso di passaggio.

L’importanza delle singole fasi non è ancora definita: la rappresentazione non assegna loro lo stesso peso e non indica rapporti causali accertati. Le priorità saranno individuate osservando i processi cognitivi, l’attenzione e i contatti.

Approccio progettuale: rendere più prevedibile l’ingombro all’altezza dei piedi e più agevole il passaggio

«Rendere più prevedibile» significa fare in modo che, quando il mobile entra nel campo visivo, il suo ingombro all’altezza dei piedi possa essere compreso attraverso il contorno e la struttura visibile. L’obiettivo è offrire indizi per la formazione di un modello mentale e aiutare a valutare dove è possibile passare.

«Rendere più agevole il passaggio» significa adattare la struttura del mobile e lo spazio circostante ai movimenti reali del corpo e dei piedi quando si cammina al suo fianco. Anche muovendosi lungo il confine previsto, può verificarsi un contatto se parti rigide sporgono nello spazio attraversato dai piedi. Vorrei considerare il margine disponibile per i piedi, la posizione delle parti rigide e la risposta offerta dalla morbidezza o dalla deformazione, per migliorare la relazione tra cammino e mobile.

I due approcci si completano per collegare l’ingombro all’altezza dei piedi previsto dall’aspetto del mobile con lo spazio in cui i piedi possono effettivamente passare. Accanto alla facilità di passaggio, esaminerò separatamente anche la capacità di attenuare l’urto in caso di contatto. Vorrei verificare questi approcci attraverso la futura realizzazione di prototipi e l’osservazione.

Schema concettuale in vista laterale. Alcune linee collegano l’occhio dell’osservatore al piano e agli elementi di sostegno all’altezza dei piedi; linee tratteggiate indicano l’ingombro vicino al pavimento.

Rendere più prevedibile la struttura all’altezza dei piedi

Contorni, colori e modo di mostrare la struttura possono aiutare a prevederne la conformazione e l’ingombro all’altezza dei piedi e a valutare dove passare. L’intento è favorire la formazione di un modello mentale quando il mobile entra nel campo visivo.

Schema concettuale in vista laterale. Gli elementi di sostegno rigidi sono arretrati rispetto al perimetro visibile, creando spazio tra il piede e il sostegno. Sono raffigurati, come possibilità, anche elementi flessibili.

Rendere più agevole passare accanto al mobile

Esaminerò lo spazio disponibile per i piedi e la disposizione delle parti rigide in relazione ai movimenti del corpo mentre si passa accanto al mobile. Tra le possibilità figurano anche morbidezza e deformazione. Vorrei verificare separatamente la facilità di passaggio e gli effetti di un eventuale contatto.

Proposte: tradurre l’approccio in forma, struttura e materiali

Come primo oggetto di studio immagino un tavolino. Per rendere più prevedibile l’ingombro all’altezza dei piedi e più agevole il passaggio, considero diverse direzioni: spostare verso l’interno gli elementi di sostegno rigidi, creare un perimetro morbido o rendere più leggibili i contorni dei sostegni. Oltre alla relazione dei piedi con gambe, fasce sottopiano, giunzioni e pannelli vicini al pavimento, prenderò in considerazione l’aspetto del mobile, la praticità d’uso, i metodi di realizzazione, i carichi e la stabilità.

Schema concettuale con tre possibili soluzioni affiancate in vista laterale. La 01 sposta verso l’interno i sostegni rigidi; la 02 lascia pendere un tessuto morbido dal piano; la 03 rende visibile il contorno degli elementi di sostegno.
Arretrare i sostegniSpostare verso l’interno i sostegni rigidi
per lasciare spazio ai piedi.
Un perimetro morbidoLasciare pendere un tessuto dal piano
per creare un confine morbido.
Indizi percettiviMostrare il contorno dei sostegni
per comunicare l’ingombro all’altezza dei piedi.

La tabella seguente raccoglie, come possibilità da esplorare, gli elementi che favoriscono la formazione di un modello mentale della struttura all’altezza dei piedi quando il mobile entra nel campo visivo e quelli che si adattano ai movimenti del corpo durante il passaggio. Cercherò direzioni progettuali che includano non solo forma e struttura, ma anche materiali, indizi percettivi, movimento e deformazione, disposizione e modalità di passaggio.

Elemento progettualeDirezioni da esplorare
Forma e spazioAngoli nella parte inferiore, sezioni e spazio per il passaggio dei piedi. Considerare altezza e sporgenza di tutte le parti rigide, non soltanto delle gambe, e la loro posizione rispetto al confine previsto dal contorno visibile. Disporre le gambe interamente più all’interno è una delle possibilità.
MaterialiCombinazione di un perimetro morbido e visibile con una struttura rigida. Movimento dei piedi e risposta al contatto, durata e facilità di pulizia.
Indizi percettiviSilhouette, continuità della forma, contrasto, riflessi e ombre, elementi di sostegno mostrati o nascosti.
Movimento e deformazioneEsplorare risposte al movimento dei piedi: flettersi, spostarsi per lasciare spazio e tornare alla forma iniziale. Morbidezza e deformazione saranno considerate sia per la risposta al contatto sia per capire se ampliano o riducono lo spazio di passaggio dei piedi. Vorrei verificare anche se comportano instabilità o nuovi punti di contatto.
Disposizione e passaggioPosizionamento lungo una parete o accanto a un passaggio, distanza dagli altri mobili e percorso per passare al fianco del mobile.

Per esempio, un tessuto che pende dal bordo del piano potrebbe creare un perimetro morbido e visibile che il piede incontra prima dei sostegni rigidi. Come proposta capace di modificare insieme la percezione del contorno e la risposta al contatto, richiede anche di considerare la possibilità che il tessuto si avvolga attorno al piede o faccia inciampare. Forma, materiali e dimensioni specifiche non sono ancora definiti.

Idea per l’esposizione: far vivere la relazione tra corpo e mobile

In futuro vorrei sviluppare gli approcci progettuali e realizzare un prototipo fisico. Sto pensando di esporlo a un evento come Maker Faire, per comunicarne il funzionamento a un pubblico esterno. Accanto all’aspetto del mobile e all’esperienza d’uso, vorrei mostrare se diventa più facile prevederne l’ingombro all’altezza dei piedi e passargli accanto, e se si riducono i contatti con il mignolo.

Limitarsi a esporre un mobile perché venga osservato rende difficile trasmettere la relazione tra corpo e mobile e offre poche occasioni di divertimento. Per questo immagino un breve minigioco in cui i visitatori camminino attorno al mobile e ne comprendano intuitivamente la relazione con i propri piedi.

Schema concettuale in pianta. Mostra un breve percorso a piedi attorno al mobile e linee che collegano i punti di rilevamento vicini ai sostegni a una schermata per rivedere l’esperienza.
Schema del minigioco da provare in esposizioneL’idea è far camminare i visitatori attorno al mobile, rilevando con sensori gli eventuali contatti leggeri e traducendoli in un punteggio.

Per esempio, i sensori potrebbero rilevare contatti leggeri con elementi sostitutivi morbidi; il punteggio mostrerebbe se si è urtato qualcosa oppure si è passati senza contatto. Un meccanismo che riduce il punteggio a ogni contatto potrebbe aiutare a notare, giocando, le differenze di forma e struttura.

Immagino un’esperienza che confronti una configurazione che riproduca una forma convenzionale con le proposte progettuali, mantenendo uguali percorso, spazio e compito. Tra le possibilità ci sono una schermata per rivedere i punti di contatto e una visualizzazione dei percorsi sovrapposti. Metodo di rilevamento e assegnazione dei punti sono ancora da definire. Se si misura l’ingresso in una zona di prossimità, questo dovrà essere distinto dal contatto effettivo.

Il gioco non incoraggerà a correre né a provocare urti dolorosi intenzionali. Prima dell’esperienza saranno valutati i rischi di caduta e contatto; non sarà una gara di velocità. Se si effettuano registrazioni, ne spiegherò scopo e ambito e raccoglierò il consenso. Vorrei usare i punti in cui i partecipanti hanno esitato o toccato il mobile per orientare il prototipo successivo.

Sviluppi futuri: dalla realizzazione e verifica a una serie di mobili

Partendo dall’interazione tra persone e mobili, vista attraverso l’ingegneria cognitiva, continuerò a esplorare soluzioni che rendano più prevedibile l’ingombro all’altezza dei piedi e più agevole passare accanto ai mobili.

Vorrei procedere con la progettazione concreta e la realizzazione, verificarne il funzionamento attraverso esposizioni e altre occasioni, e valutarne gli effetti nella vita quotidiana. L’obiettivo è accumulare queste conoscenze per sviluppare una serie di mobili che venga voglia di usare ogni giorno. In futuro mi piacerebbe arrivare a prodotti che chi li ha apprezzati in esposizione possa acquistare e utilizzare nella propria casa.