Analisi del movimento della meccanica del pianoforte
gennaio 2020
Panoramica
La meccanica di un pianoforte a coda è il sistema di leve che trasmette la pressione di un tasto a un martelletto, il quale si solleva, colpisce una corda e la mette in vibrazione. Questo progetto ha ricreato la meccanica come modello 3D in SolidWorks* e ha usato l’analisi del movimento per esaminare come l’azione sul tasto si traduca nella velocità del martelletto e nella forza di reazione della corda.
Il meccanismo è stato modellato da zero a partire da immagini di riferimento e poi esaminato con due analisi: il rapporto tra la velocità di discesa del tasto e quella di salita del martelletto, e il rapporto tra la forza applicata al tasto e la forza di reazione della corda. I risultati della simulazione sono stati confrontati con valori teorici calcolati dalle dimensioni del modello e dalla posizione dei perni, per verificarne la trasmissione del movimento e della forza.
* SolidWorks è un sistema CAD 3D con strumenti per l’analisi strutturale dei componenti e l’analisi del movimento dei meccanismi.
Costruire un modello della meccanica del pianoforte per l’analisi
Come la pressione del tasto fa scattare il martelletto
La meccanica del pianoforte converte il movimento discendente di un tasto nel movimento ascendente di un martelletto. Premendo il tasto, pilota, cavalletto, montante di scappamento e leva di ripetizione si muovono insieme, sollevando il martelletto fino a percuotere la corda. L’esecutore compie un solo gesto, ma all’interno del meccanismo diversi componenti ruotano attorno a perni differenti e trasmettono il movimento per contatto.
Il modello 3D comprende tasto, martelletto, montante di scappamento, cavalletto, leva di ripetizione, pilota, smorzatore, leva dello smorzatore e corda, insieme al telaio di supporto. Per modellarne il movimento è stato necessario definire il perno di ogni componente e i suoi punti di contatto con gli altri.
Costruire un modello 3D a partire da un disegno in sezione
Ogni componente è stato modellato da zero in 3D ricalcandone il contorno su un disegno in sezione della meccanica del pianoforte. I componenti sono poi stati assemblati con collegamenti fissi e giunti rotoidali corrispondenti al meccanismo fisico. Definire queste relazioni ha trasformato la geometria in un modello di analisi capace di muoversi sotto l’azione di forze applicate.
Verificare i gradi di libertà dell’assieme
Escludendo il telaio fisso, l’assieme comprende nove componenti mobili, per un totale di 54 gradi di libertà in assenza di vincoli. Fissare il pilota e la corda ad altri componenti elimina 12 gradi di libertà. I giunti rotoidali dei sette componenti restanti ne eliminano altri 35, lasciando all’assieme CAD 7 gradi di libertà:
54 − 12 − 35 = 7
Anche la diagnostica dei vincoli di SolidWorks ha indicato lo stesso: gradi di libertà stimati ed effettivi entrambi pari a 7, vincoli ridondanti 0. Non è un valore che stabilisca i gradi di libertà delle meccaniche per pianoforte in generale: conferma che l’insieme di componenti e i vincoli definiti in questo progetto sono montati come previsto.
Componenti e diagnostica: legenda in italiano
Damper: smorzatore; wire: corda; hammer: martelletto; repetition lever: leva di ripetizione; jack: montante di scappamento; wippen: cavalletto; key: tasto; damper lever: leva dello smorzatore; capstan: pilota (vite di regolazione); frame: telaio.
Il conteggio di Grübler («Gruebler Count») stima i gradi di libertà («DOF»): 9 parti mobili corrispondono a 54 gradi di libertà; 7 giunti rotoidali ne sottraggono 35 e 2 giunti fissi ne sottraggono 12. Il totale stimato è 7, il totale effettivo è 7 e i vincoli ridondanti sono 0.
Due analisi dell’azione sul tasto
Il modello è stato esaminato mediante due analisi separate. L’analisi 1 confrontava la velocità del tasto con quella del martelletto. L’analisi 2 confrontava la forza applicata al tasto con la forza di reazione della corda. Separare queste relazioni tra ingresso e uscita ha reso più semplice analizzare il complesso sistema di leve usando rapporti geometrici di velocità ed equilibrio delle leve.
Per il confronto, il meccanismo è stato semplificato in elementi rotanti e analizzato teoricamente. Un accordo tra valori teorici e simulati avrebbe indicato che il movimento del modello era coerente con le dimensioni e i vincoli specificati.
Analisi 1: dalla velocità del tasto a quella del martelletto
Per il calcolo delle velocità, la meccanica è stata semplificata in tre corpi rigidi: il tasto, un meccanismo intermedio incentrato sul cavalletto e il martelletto. Trattare il movimento come una sequenza di contatti da ① a ③ ha permesso di analizzare il sistema come tre stadi di rotazione.
Tutti i punti di un corpo rigido hanno la stessa velocità angolare. Indicando con r la distanza dal perno e con v la velocità lineare in quel punto, vale v = ωr. Supponendo che a ogni punto di contatto la velocità si trasmetta tra i corpi senza perdite, la velocità del martelletto si calcola moltiplicando i rapporti tra raggio d’uscita e raggio d’ingresso dei tre stadi, quindi moltiplicando il prodotto per la velocità del tasto.
vhammer = (r1′ r2′ r3′ / r1 r2 r3) vkey
Condizioni di ingresso e risultati
In SolidWorks Motion Analysis sono stati applicati 5 N verso il basso all’estremità del tasto e sono state rilevate le velocità lineari dell’estremità del tasto e del martelletto. Subito dopo l’inizio dell’applicazione della forza, le velocità di picco sono state di 1.027 mm/s per il tasto e di 4.284 mm/s per il martelletto. Nella simulazione, dunque, il martelletto si è mosso circa 4,17 volte più velocemente del tasto.
| Grandezza e metodo | Velocità |
|---|---|
| Tasto (simulazione) | 1.027 mm/s |
| Martelletto (calcolo teorico) | 4.614 mm/s |
| Martelletto (simulazione) | 4.284 mm/s |
Confronto con il valore teorico
I raggi misurati sul modello sono r1 = 200 mm, r1′ = 88 mm, r2 = 53 mm, r2′ = 78 mm, r3 = 16 mm e r3′ = 111 mm. Sostituendoli nell’equazione, il rapporto di velocità idealizzato risulta di circa 4,49 volte, il che prevede una velocità del martelletto di 4.614 mm/s a fronte di una velocità del tasto di 1.027 mm/s.
La velocità simulata del martelletto, pari a 4.284 mm/s, era circa il 7% inferiore al valore teorico, pur mostrando un’amplificazione della velocità di entità simile. Il calcolo teorico usa tre corpi rigidi idealizzati, mentre la simulazione rappresenta i singoli componenti. La sola differenza numerica non ne dimostra la causa.
Analisi 2: dalla forza sul tasto alla forza di reazione della corda
Nella seconda analisi sono stati applicati 15 N verso il basso sulla superficie del tasto, registrando la forza di reazione della corda all’impatto. La forza d’ingresso sul tasto, Fkey, iniziava ad aumentare a 1,0 secondi fino a raggiungere 15 N. La forza di reazione, Vstring, raggiungeva un picco di 31 N quando il martelletto colpiva la corda.
Per il confronto è stato eseguito un calcolo semplificato dell’equilibrio della leva, usando le lunghezze dei bracci dal lato del tasto e del martelletto.
Vstring = (15 × 195) / 94 = 31.1 N
Usando bracci di 195 mm dal lato dell’ingresso e di 94 mm dal lato della corda, il calcolo statico dell’equilibrio della leva fornisce un valore di confronto di 31,1 N, superiore di 0,1 N al picco simulato di 31 N. Restano da confermare le condizioni nelle quali questo calcolo statico possa essere applicato al picco istantaneo della forza di reazione all’impatto.
Confronto fra simulazione e valori teorici
Risultati dei due confronti
Nell’analisi 1, la velocità teorica del martelletto era di 4.614 mm/s, contro i 4.284 mm/s della simulazione. Nell’analisi 2, il valore di confronto dell’equilibrio statico della leva era di 31,1 N, contro un picco simulato di 31 N. Entrambi i confronti mostravano valori vicini tra il modello 3D e i calcoli teorici.
Interpretare le differenze
Il calcolo teorico riduce la meccanica a tre corpi rigidi e assume che movimento e forza si trasmettano senza perdite nei punti di contatto. La simulazione rappresenta invece i singoli componenti. Questa differenza di rappresentazione è rilevante per interpretare i risultati, ma per attribuire lo scarto residuo a perdite di energia o deformazione dei materiali occorre confermare le impostazioni della simulazione.
Conclusione
La simulazione 3D ha fornito valori vicini ai confronti teorici per la velocità del martelletto e la forza di reazione della corda. Entro i limiti di questi confronti, il modello costruito dal disegno in sezione ha riprodotto la trasmissione del movimento e della forza attesa dalle geometrie e dai vincoli specificati.
Il progetto ha collegato diverse fasi di modellazione: interpretare un disegno in sezione, tradurre le relazioni tra i componenti in vincoli CAD e semplificare l’assieme in un modello meccanico adatto a ciascuna analisi.















